Rimozione e dismissione amianto 2026: i bonus per lo smaltimento, gli incentivi fiscali e le detrazioni possibili per aziende e privati.
ULTIMO AGGIORNAMENTO MAGGIO 2026
Poiché è assolutamente fondamentale che la rimozione e lo smaltimento dell’amianto siano svolti efficacemente ed in piena sicurezza, è indispensabile affidarsi a società specializzate (Approfondimento: Aziende smaltimento amianto: come trovare una ditta qualificata) in questo genere di attività; aziende che, com’è giusto che sia, applicano degli onorari abbastanza cospicui.
Fortunatamente però esistono delle agevolazioni pubbliche e degli incentivi fiscali sia per i privati che per le imprese.

Indice contenuti
- Detrazioni fiscali per lo smaltimento amianto nel 2026
- Incentivi e detrazioni 2026 per privati
- Incentivi e detrazioni 2026 per aziende (Bando ISI INAIL)
- Credito di imposta per rimozione e dismissione amianto
- Incentivi FER (GSE): cosa dice riguardo allo smaltimento amianto
- FAQ principali incentivi smaltimento amianto
Detrazioni fiscali per lo smaltimento amianto nel 2026
Prima di tutto puntualizziamo in cosa consistono gli step per lo smaltimento dell’amianto:
- Sopralluogo e preventivo da parte della ditta specializzata;
- Stima del livello di degradazione dell’amianto e dell’annessa minaccia;
- Esposizione del Piano di Lavoro all’Agenzia di Tutela della Salute territorialmente competente;
- Elaborazione del Piano Operativo di Sicurezza e di Coordinamento;
- Organizzazione e messa in sicurezza del cantiere con l’installazione di parapetti, ponteggi, reti anti-caduta, etc.;
- Trasporto immediato dell’amianto in discarica autorizzata;
- Rilascio documentazione dell’avvenuto smaltimento;
- Rassegna periodica dello stato della copertura per la manutenzione ordinaria programmata.
Ci sono ditte che forniscono un pacchetto chiavi in mano, occupandosi di tutti questi passaggi e dell’annessa parte burocratica, prevedendo anche un’assicurazione RC per la responsabilità civile verso terzi.
Le agevolazioni previste nel 2026 sono diverse e contemplano differenti condizioni:
| Agevolazione | Percentuale di incentivo | Destinatari | Condizioni principali |
|---|---|---|---|
| Bonus Ristrutturazione | 50% abitazione principale 36% altri immobili |
Privati | Detrazione IRPEF su massimale 96.000 € per unità immobiliare, in 10 rate annuali. Valida per manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e ristrutturazione, anche senza altri lavori contestuali. Aliquote confermato fino al 31/12/2026. |
| Ecobonus | 50% abitazione principale 36% altri immobili |
Privati e imprese | La rimozione amianto deve essere propedeutica a un intervento di miglioramento energetico (es. nuovo tetto coibentato). Massimale fino a 100.000 € per riqualificazione energetica globale. Richiede comunicazione ENEA. |
| Bando ISI INAIL – Asse 3 | 65% a fondo perduto | Imprese | Contributo fino a 130.000 € per bonifica amianto + rifacimento copertura. Novità 2026: Intervento Aggiuntivo all’80% fino a 20.000 € per fotovoltaico abbinato alla bonifica. |
| Incentivi FER (GSE) | Premio +12 €/MWh sull’energia prodotta | Imprese e privati con impianto FV | Premio aggiuntivo per impianti fotovoltaici installati su coperture che sostituiscono l’amianto (Gruppo A-2). Accesso tramite registri/aste GSE. |
| Bandi regionali e comunali | Variabile | Privati e imprese | Contributi a fondo perduto locali. Importi e finestre di apertura variano per Regione e Comune. Verificare periodicamente sul sito del proprio ente locale. |
Incentivi e detrazioni 2026 per privati
Per i privati i due strumenti principali sono il Bonus Ristrutturazione e l’Ecobonus. In entrambi i casi la detrazione varia in base alla tipologia di abitazione:
- 50% di detrazione fiscale su un massimale di 96.000 € per l’abitazione principale
- 36% di detrazione fiscale su un massimale di 96.000 € per tutte le altre abitazioni (seconde case, locali professionali, ecc.)
La detrazione verrà ripartita su 10 rate annuali di pari importo tramite la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF).
La differenza principale tra i due strumenti è che l’Ecobonus si applica ai lavori che migliorano l’efficienza energetica dell’edificio (es. rimozione amianto + installazione nuovo tetto coibentato), mentre il Bonus Ristrutturazione riguarda interventi di ristrutturazione in generale, anche senza questo requisito. Come confermato dall’Agenzia delle Entrate, la sola bonifica e rimozione dell’amianto è detraibile anche indipendentemente da altri lavori edilizi, purché classificata come manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo.
Tra i manufatti agevolabili rientrano:
- Coperture in cemento-amianto, ma anche canne fumarie, tubazioni, serbatoi e tutti i manufatti in cemento-amianto presenti in un edificio;
- Pavimenti in vinile-amianto;
- Manufatti in amianto friabile.
Novità 2026: limite detrazioni per redditi superiori a 75.000 €
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una novità importante in vigore anche nel 2026: i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro sono soggetti a un tetto massimo complessivo sugli oneri detraibili (art. 16-ter del TUIR). In pratica:
- Reddito tra 75.000 e 100.000 €: spesa massima detraibile annua pari a 14.000 € (complessivi tra tutti gli oneri detraibili);
- Reddito superiore a 100.000 €: limite ridotto a 8.000 € annui.
Questi massimali vanno poi moltiplicati per un coefficiente che dipende dal numero di figli fiscalmente a carico. Chi supera queste soglie di reddito deve pianificare con attenzione la distribuzione delle spese su più anni per massimizzare il recupero fiscale. Per approfondimenti normativi consultare la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sulle detrazioni edilizie.
Come si ottiene la detrazione (privati)
- Paga con bonifico parlante (ristrutturazioni / risparmio energetico), indicando causale corretta, codice fiscale del beneficiario e P.IVA/C.F. dell’impresa → pagamenti tracciabili obbligatori.
- Conserva fatture e ricevute dei bonifici + documenti tecnici (pratiche edilizie, certificazioni di smaltimento rilasciate dalla ditta autorizzata).
- Per l’Ecobonus è obbligatorio inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.
- Porta la spesa in dichiarazione dei redditi (730/Redditi): detrazione in 10 rate annuali. Non è prevista la cessione del credito né lo sconto in fattura per questi bonus ordinari.
Dal 1° gennaio 2027 il Bonus Ristrutturazione scenderà al 36% per la prima casa e al 30% per tutti gli altri immobili. Su una spesa di 30.000 € per la bonifica, la differenza tra il 50% e il 36% vale 4.200 € in meno di detrazione. Chi ha materiali in amianto da bonificare ha un vantaggio concreto nell’anticipare i lavori al 2026.
Bandi locali (Regioni/Comuni)
Oltre ai bonus statali, molte Regioni e Comuni pubblicano bandi locali per la rimozione dell’amianto, con contributi a fondo perduto a sportello o a graduatoria. Verifica periodicamente il sito del tuo Comune e della tua Regione, perché importi e finestre di apertura variano da territorio a territorio.

Incentivi e detrazioni 2026 per aziende: il Bando ISI INAIL
Il Bando ISI INAIL – Asse 3 è il principale strumento di finanziamento per lo smaltimento amianto a livello industriale. Si tratta di un contributo a fondo perduto che copre il 65% del costo dell’intervento, sino a un massimo di 130.000 €.
Il bando finanzia sia la bonifica certificata dei materiali contenenti amianto sia il rifacimento completo della copertura. Non è ammissibile un progetto che preveda solo la rimozione senza la ricostruzione: l’obiettivo è garantire un miglioramento strutturale e duraturo della sicurezza dell’immobile.
Novità edizione 2026: l’Intervento Aggiuntivo
L’edizione 2025/2026 del Bando ISI INAIL ha introdotto una novità rilevante: l’Intervento Aggiuntivo, un modulo complementare finanziato all’80% fino a un massimo di 20.000 €. Tra gli interventi aggiuntivi ammissibili rientra l’installazione di impianti fotovoltaici (fino a 20 kW per autoconsumo) abbinata alla bonifica amianto. In pratica, chi bonifica il tetto può ottenere anche il fotovoltaico coperto quasi integralmente dal contributo.
Requisiti principali per accedere al bando
- Essere un’impresa iscritta alla Camera di Commercio (anche individuale) o un ente del Terzo Settore per specifici interventi;
- Avere almeno un dipendente regolarmente assicurato all’INAIL alla data di apertura del bando;
- Essere in regola con gli obblighi contributivi (DURC regolare);
- L’immobile deve essere nella disponibilità dell’impresa (proprietà, locazione o comodato) da almeno 3 anni;
- Non aver già ottenuto il provvedimento di ammissione nelle edizioni ISI 2022, 2023 o 2024 (salvo eccezioni per modelli organizzativi).
Documentazione necessaria
- Preventivi dettagliati e separati → uno per la bonifica (da impresa iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, categoria 10A o 10B) e uno per il rifacimento della copertura;
- Certificato di analisi amianto → rilasciato da laboratorio accreditato dal Ministero della Salute. Se sono presenti più manufatti in amianto, serve un certificato per ciascuno. Leggi il nostro approfondimento sulla perizia amianto;
- Relazione di campionamento → se il laboratorio rilascia un “Rapporto di prova”, va allegata una relazione dettagliata con foto e punti di prelievo;
- Documentazione fotografica → immagini chiare dello stato dell’immobile prima dei lavori, che mostrino gli elementi da bonificare.
Il Bando ISI INAIL 2025/2026 è attualmente chiuso. La prossima edizione è attesa entro fine 2026, con pubblicazione dell’avviso ufficiale in Gazzetta Ufficiale e apertura dello sportello telematico nei primi mesi del 2027. Per non perdere le scadenze, monitora il portale ufficiale INAIL dove vengono pubblicate tutte le date operative (compilazione domanda, download codici, click day).
Attenzione: secondo i dati delle edizioni precedenti, il 42% delle domande approvate non arriva all’erogazione finale a causa di errori nella rendicontazione o documentazione incompleta. Affidarsi a un consulente specializzato aumenta significativamente le probabilità di successo.

Credito di imposta per rimozione e dismissione amianto
Questo credito d’imposta non finanzia interventi privati diretti: riguarda erogazioni liberali a favore di interventi pubblici selezionati sul portale “Bonus Ambiente” del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica).
Sono ammissibili come progetti da sostenere con erogazioni liberali:
- La bonifica ambientale, cioè il risanamento o la riqualificazione di un’area contaminata da rifiuti o sostanze pericolose;
- La rimozione dell’amianto dagli edifici;
- La prevenzione ed il risanamento del dissesto idrogeologico;
- La creazione o il rifacimento di giardini pubblici, aree verdi attrezzate e parchi;
- Il recupero di aree dismesse attraverso ristrutturazione, ricostruzione o rinaturalizzazione.
In sostanza, coloro che effettuano erogazioni liberali per eseguire uno degli interventi di cui sopra godono di un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate, ripartito in tre quote annuali di pari importo. Il credito è riconosciuto a:
- Persone fisiche fiscalmente residenti in Italia, nel limite del 20% del reddito imponibile;
- Enti pubblici o privati che non svolgono esclusivamente attività commerciali, nello stesso limite;
- Soggetti titolari di reddito d’impresa, nel limite del 10 per mille dei ricavi annui;
- Imprese non residenti ma stabilmente organizzate nel territorio italiano: stesso limite.
I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale, assegni bancari e circolari oppure carte di credito, debito o prepagate.
La procedura si articola in questi passaggi:
1. Il soggetto individua l’intervento sul portale “Bonus Ambiente” del MASE;
2. Contatta la pubblica amministrazione proprietaria del bene e concorda importo e termini dell’erogazione;
3. Prenota il contributo comunicando al MASE l’ammontare dell’erogazione;
4. Nei dieci giorni successivi, il MASE comunica l’ammissione al contributo;
5. Entro dieci giorni (pena la decadenza), il soggetto effettua il versamento con causale «Bonus Ambiente»;
6. La pubblica amministrazione verifica il buon fine del pagamento entro trenta giorni;
7. Il soggetto scarica dal portale la dichiarazione attestante la donazione.
Incentivi FER (GSE): fotovoltaico su coperture che sostituiscono l’amianto
Il quadro degli incentivi FER gestiti dal GSE definisce incentivi e procedure per la promozione delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER). Possono beneficiarne gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e alimentati a gas di depurazione.
Per gli incentivi, partecipano a procedure pubbliche per l’iscrizione nei registri gli impianti di potenza inferiore a 1 MW (nuova costruzione, rifacimento o potenziamento). Gli impianti di potenza superiore a 1 MW partecipano invece a procedure di asta al ribasso.
Il decreto premia in modo prioritario gli impianti FER realizzati su:
- Discariche chiuse;
- Siti di Interesse Nazionale ai fini della bonifica;
- Scuole, ospedali ed altri edifici pubblici;
- Coperture di edifici e fabbricati rurali con rimozione dell’eternit o dell’amianto.
In quest’ultimo caso, è previsto un premio aggiuntivo di 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta, riconosciuto per impianti fotovoltaici che sostituiscono coperture in amianto (Gruppo A-2). Questo incentivo si cumula con il Bando ISI INAIL per le aziende che installano il fotovoltaico contestualmente alla bonifica, rendendo l’intervento complessivo ancora più conveniente.
Per approfondire le possibilità legate al rifacimento del tetto dopo la bonifica, leggi il nostro articolo su costo smaltimento eternit e rifacimento tetto.
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FAQ principali incentivi smaltimento amianto 2026
1) Come ottenere il bonus amianto nel 2026?
Per ottenere il bonus amianto nel 2026 è necessario affidare la bonifica a una ditta specializzata e certificata, conservare fatture, pagamenti tracciabili (bonifico parlante) e certificazioni di smaltimento, e inserire le spese in dichiarazione dei redditi. Le agevolazioni disponibili sono il Bonus Ristrutturazione (50% abitazione principale, 36% altri immobili) e l’Ecobonus (stesse aliquote, ma con obbligo di miglioramento energetico e comunicazione ENEA). Non è ammessa la cessione del credito né lo sconto in fattura: le detrazioni si recuperano esclusivamente tramite IRPEF in 10 rate annuali.
2) Quali sono le agevolazioni fiscali in Italia per la bonifica dell’amianto nel 2026?
Nel 2026 le agevolazioni disponibili sono: Bonus Ristrutturazione al 50% per abitazione principale e 36% per le altre (tetto 96.000 € per unità, in 10 rate); Ecobonus al 50%/36% se la bonifica è integrata in interventi di efficientamento energetico (massimale fino a 100.000 €); Bando ISI INAIL (imprese) con contributo a fondo perduto del 65% fino a 130.000 € per bonifica amianto e rifacimento copertura, più Intervento Aggiuntivo all’80% per fotovoltaico; Incentivi FER (GSE) con premio aggiuntivo di 12 €/MWh per fotovoltaico su coperture che sostituiscono l’amianto; eventuali bandi locali di Regioni e Comuni. Attenzione: le aliquote del Bonus Ristrutturazione scenderanno dal 1° gennaio 2027.
3) Come smaltire l’eternit riducendo i costi nel 2026?
Lo smaltimento autonomo dell’eternit è vietato dalla legge: è obbligatorio rivolgersi ad aziende specializzate per rimozione, trasporto e smaltimento. Per ridurre i costi nel 2026 sono disponibili: Bonus Ristrutturazione al 50% (prima casa) o 36% (altri immobili), tetto 96.000 € per unità, in 10 rate; Ecobonus al 50%/36% se l’intervento include un miglioramento termico dell’edificio; Bando ISI INAIL (solo imprese) al 65% a fondo perduto fino a 130.000 €; Incentivi FER con premio 12 €/MWh per fotovoltaico post-bonifica; possibili bandi locali di Regioni e Comuni. La cessione del credito e lo sconto in fattura non sono previsti: le spese si recuperano in dichiarazione dei redditi. Per un quadro completo della procedura leggi il nostro articolo su costo smaltimento eternit e rifacimento tetto.
4) Dal 2027 cambiano le detrazioni per la rimozione amianto?
Sì. Dal 1° gennaio 2027 le aliquote del Bonus Ristrutturazione scenderanno: il 50% per l’abitazione principale non sarà più disponibile e la detrazione passerà al 36% per la prima casa e al 30% per tutti gli altri immobili. Dal 2028 è prevista un’ulteriore riduzione al 30% per tutte le abitazioni, con massimale di spesa ridotto a 48.000 €. Il 2026 è quindi l’ultimo anno per beneficiare delle aliquote più favorevoli. Fonti: Agenzia delle Entrate.
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