Quali sono gli impianti che si possono prevedere quando si ristruttura casa?
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Quando si decide di ristrutturare casa bisogna essere consapevoli del fatto che nulla può essere lasciato al caso… ma proprio nulla! Basta un intervento sbagliato, un lavoro eseguito in maniera scorretta e delle piccole sviste per dare vita a tutte le problematiche che ti perseguiteranno in futuro.
Insieme al progetto di ristrutturazione, che è di vitale importanza per capire che aspetto vogliamo dare alla nostra casa, in che modo vogliamo suddividere gli ambienti e quant’altro, e all’arredamento che definisce ulteriormente lo stile che decidiamo imprimere, non bisogna dimenticarsi degli impianti di casa.
In Italia, la classificazione ufficiale degli impianti domestici è regolata dal D.M. 37/2008, normativa di riferimento per la sicurezza e la conformità degli impianti negli edifici.
Questo decreto suddivide gli impianti in diverse categorie identificate da lettere: la lettera A riguarda gli impianti elettrici, la B gli impianti radiotelevisivi ed elettronici, la C gli impianti di riscaldamento, climatizzazione e condizionamento, la D gli impianti idrosanitari, la E gli impianti per la distribuzione del gas, la F gli impianti di sollevamento (come ascensori e montacarichi) e la G gli impianti di protezione antincendio. Conoscere questa classificazione non è solo utile a livello tecnico, ma rappresenta anche una garanzia in fase di progettazione e ristrutturazione, poiché ogni tipologia richiede installatori abilitati e il rilascio della dichiarazione di conformità a fine lavori.
In questa sezione vogliamo infatti parlarvi di tutte le tipologie di impianti di casa possibili, oltre quelli fondamentali, che è possibile realizzare arrivando anche a parlare degli impianti domotici che sono in grado di rendere la tua casa, una “casa intelligente“.
Iniziamo allora a vedere più approfonditamente quali sono questi impianti e le caratteristiche principali.
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Indice contenuti
- 1) Impianto idraulico
- 2) Impianto elettrico
- 3) Impianto termico
- 4) Impianto fognario domestico
- 5) Impianto fotovoltaico
- 6) Impianto domotico
- 7) Impianto d’allarme
- 8) Impianto a induzione
- 9) Detrazioni fiscali
Impianto idraulico
Impianto che non può assolutamente mancare è quello idraulico che ha lo scopo di portare acqua nelle nostre abitazioni grazie a tubature e macchinari che sono in grado di trasportare acqua da un punto all’altro della casa.

Per quanto riguarda questo specifico impianto, abbiamo preferito dedicare un articolo di approfondimento in cui parleremo di come funziona il sistema idrico, di quanto costa rifare un impianto idrico, delle soluzioni possibili e delle normative vigenti in modo da darvi tutte le informazioni necessarie nel caso tu stia pensando di rifarne uno da zero.
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Impianto elettrico
Se vuoi una casa che sia funzionale e funzionante, soprattutto, non devi dimenticarti dell’impianto elettrico.

Insieme all’impianto idraulico, ma in realtà a tutti gli impianti che si decidono di installare nella propria casa, l’impianto elettrico è un altro di quei lavori fondamentali per la casa che non possono essere eseguiti senza le dovute conoscenze ed abilità.
Quando si parla di impianto elettrico moderno, non si può più improvvisare: tutto deve rispettare la norma CEI 64-8, che definisce tre livelli prestazionali.
Il Livello 1 (base) garantisce i requisiti minimi di sicurezza e funzionalità;
il Livello 2 (standard) prevede una maggiore dotazione di prese, punti luce e circuiti separati per una gestione più efficiente;
il Livello 3 (domotico) integra sistemi avanzati per l’automazione della casa, come controllo remoto, gestione dei carichi e sicurezza intelligente.
Inoltre, è importante sapere che per immobili con superficie superiore a 400 mq o con potenza impegnata oltre i 6 kW è obbligatorio un progetto firmato da un ingegnere o da un perito abilitato.
Al termine dei lavori la ditta che ha eseguito il lavoro dovrà rilasciare la Dichiarazione di conformità del lavoro prestato che certifica e dimostra che il circuito appena realizzato è perfettamente a norma secondo quanto dice la norma CEI 68-4.
Per approfondire questo argomento ti rimandiamo all’articolo di riferimento dove potrai trovare tutte le informazioni necessarie se stai pensando di rifare l’impianto elettrico.
Chi sta valutando un rifacimento completo dell’impianto elettrico dovrebbe inoltre tenere conto della crescente diffusione delle auto elettriche: nei condomini con più di dieci posti auto oggetto di ristrutturazione importante, la normativa richiede ormai la predisposizione di tubazioni corrugate dedicate, pensate per ospitare in futuro il cablaggio di una colonnina di ricarica.
Anche per chi vive in una villetta indipendente, prevedere già in fase di progetto un punto di ricarica per l’auto elettrica, magari collegato all’impianto fotovoltaico, permette di evitare lavori di scasso e di risparmiare qualche migliaio di euro rispetto a un intervento fatto in un secondo momento.
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Impianto termico
Per far si che la nostra casa sia calda durante l’inverno e fresca in estate, è necessario pensare all’impianto termico attraverso il quale è possibile ottenere e mantenere il perfetto comfort abitativo.
Con il termine impianto termico si intende sia il sistema di riscaldamento invernale che di climatizzazione estiva che possono essere anche chiamati impianti di condizionamento.
Secondo il dlsg 192/2005 un impianto termico è:
“un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonche’ gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unita’ immobiliare e’ maggiore o uguale a 15kW.”
Oggi, però, il focus si sta spostando sempre più verso tecnologie efficienti e sostenibili, anche in risposta alle normative europee come la Direttiva Case Green (EPBD), che prevede una progressiva sostituzione degli impianti a gas con sistemi ibridi o completamente elettrici, come le pompe di calore.
La pompa di calore rappresenta infatti il cuore della transizione energetica: sfrutta l’energia presente nell’aria, nell’acqua o nel suolo per riscaldare e raffrescare gli ambienti, con consumi ridotti e senza combustione diretta.
Inoltre, si integra perfettamente con un impianto fotovoltaico, permettendo di abbattere ulteriormente i costi in bolletta.
Per un’abitazione di circa 100 mq, il costo indicativo varia tra 8.000€ e 13.000€.
Per chi decide di sostituire una vecchia caldaia con una pompa di calore, oltre alla classica detrazione fiscale esiste anche il Conto Termico, un incentivo gestito dal GSE che eroga un contributo diretto fino al 65% della spesa, con tempi di rimborso molto più rapidi rispetto ai dieci anni previsti dalla detrazione IRPEF.
Le due agevolazioni però non sono cumulabili sullo stesso intervento, quindi conviene farsi consigliare da un tecnico o dal proprio commercialista su quale strada convenga davvero in base alla propria situazione.
Un’altra soluzione sempre più diffusa è il riscaldamento a pavimento (pannelli radianti), che lavora a basse temperature (circa 30-35°C rispetto ai 70°C dei termosifoni tradizionali), garantendo un comfort uniforme e un risparmio energetico fino al 30%. Il costo medio si aggira tra i 75€ e i 110€ al mq, installazione inclusa.
Al giorno d’oggi, le tecnologie permettono di avere un comfort eccellente in casa senza spendere cifre esorbitanti!
Negli edifici moderni o in quelli sottoposti a interventi di efficientamento energetico (come l’installazione di un cappotto termico o di nuovi infissi a taglio termico), la casa diventa quasi del tutto “ermetica”. Se da un lato questo evita dispersioni di calore, dall’altro impedisce il naturale ricambio d’aria, favorendo l’accumulo di umidità, anidride carbonica e, di conseguenza, la formazione di muffe e condense.
L’impianto di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) risolve alla radice questo problema. Si tratta di un sistema che:
Garantisce un ricambio d’aria continuo e automatico, espellendo l’aria viziata degli ambienti interni (soprattutto da bagni e cucine) e immettendone di nuova e filtrata dall’esterno.
Recupera il calore (VMC con recuperatore di calore): prima di espellere l’aria calda interna, il sistema ne trattiene fino al 90% del calore e lo cede all’aria fredda che entra dall’esterno, evitando inutili sprechi energetici sulla bolletta del riscaldamento.
Filtra pollini e polveri sottili, migliorando drasticamente la qualità dell’aria per chi soffre di allergie.
Tipologie principali:
VMC Centralizzata: ideale per nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti. Prevede una rete di tubazioni nascoste nel cartongesso che collegano ogni stanza a un’unità centrale.
VMC Puntuale (monostanza): ottimale per ristrutturazioni leggere o singoli ambienti umidi. Richiede solo un piccolo foro sulla parete perimetrale per installare un singolo dispositivo indipendente.

Impianto fognario domestico
Uno degli impianti di primaria importanza in casa è quello di scarico.
Diciamo subito che è necessario realizzare un impianto fognario solo nel caso in cui si sta costruendo una casa da zero; in una casa esistente già da prima o in condominio invece, se si acquista un appartamento e si decide di ristrutturarlo, questo lavoro non sarà necessario ai sensi dell’articolo 1117 del Codice civile che afferma che:
“le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà’ individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche”.
L’impianto di scarico o impianto fognario è quel sistema di condotte sotterranee che porta le acque bianche e quelle sporche, nere e grigie, dalle nostre case al depuratore che le riversa nuovamente in mare.
Il sistema fognario funziona “per gravità” ed è per questo motivo che deve essere realizzato con apposite differenze di quota e con le tubature in pendenza.
Il funzionamento, in parole molto semplici, è il seguente:
quando scarichiamo le acque luride e le acque bianche dal nostro impianto, queste vengono raccolte all’interno di un grande tubo di scarico, chiamato colonna montante che porta tali scarichi, attraverso delle tubature che hanno un diametro del 70 cm, ad un canale in cemento che costituisce la condotta principale del sistema fognario.

Tale canale si trova a circa 3 metri di profondità sotto le nostre strade e ha un diametro compreso tra i 3 e i 4 metri. Tale condotta porta gli scarichi fino al depuratore e, una volta arrivate qui, i fanghi o i liquami perdono la loro componente inquinante e quindi possono essere immessi nuovamente in mare.
Impianto fotovoltaico
Negli ultimi anni avrai sentito parlare tanto di impianto fotovoltaico, ossia di un impianto che sfrutta le radiazioni solari per generare corrente elettrica continua che tramite un inverter la trasforma in corrente alternata e viene utilizzata per alimentare gli apparecchi elettrici della nostra casa come ad esempio lo scaldabagno, la tv, il forno elettrico o la lavastoviglie.

L’impianto fotovoltaico può essere installato in 5 modi:
- sul tetto dove i pannelli solari vengono fissati con un telaio;
- può essere installato nel tetto con i pannelli integrati proprio all’interno del tetto stesso;
- nel terrazzo o balcone;
- può essere montato a terra;
- e infine, anche sulla facciata di casa.
I vantaggi di un impianto fotovoltaico sono moltissimi e il costo iniziale di installazione viene ripagato nel tempo con bollette molto meno care. E anche la gestione e la manutenzione dell’impianto sono compresi tra i 45-55€ per Kw annui per l’assicurazione e tra i 100-150€ per la manutenzione ordinaria.
L’installazione dell’impianto fotovoltaico, comunque, non sostituisce la rete elettrica in quanto non sempre la corrente generata dalle radiazioni solari è sufficiente per soddisfare totalmente il fabbisogno energetico.
Quando si parla di impianto fotovoltaico oggi, è importante considerare che un sistema senza batteria di accumulo ha un’efficacia limitata per l’utente privato.
Un impianto “on-grid”, ovvero connesso alla rete elettrica, produce energia durante il giorno e immette in rete quella non consumata, ma non consente di utilizzarla nelle ore serali, quando i consumi domestici sono spesso più elevati.
Al contrario, un sistema con batteria di accumulo permette di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso durante il giorno per utilizzarla di sera o di notte, aumentando notevolmente l’autoconsumo e riducendo la dipendenza dalla rete. In questo modo si ottimizza l’investimento e si ottiene un risparmio più concreto e costante nel tempo.
Un’alternativa che si sta diffondendo sempre di più, soprattutto per chi non ha un tetto adatto o preferisce condividere i costi con altri, è la comunità energetica rinnovabile (CER): un gruppo di abitazioni, condomini o attività che si uniscono per produrre e autoconsumare energia da uno o più impianti comuni, ottenendo un incentivo aggiuntivo sull’energia condivisa e riducendo ulteriormente i tempi di rientro dell’investimento.
Qui di seguito un articolo di approfondimento: Costi impianto fotovoltaico
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Impianto domotico
Non poteva essere altrimenti e non poteva essere evitato… oggi la tecnologia sta entrando in tutti gli aspetti della nostra vita e delle nostre case.

Con il termine domotica si intende quella disciplina che si occupa dello studio e dell’applicazione di tutta una serie di tecnologie volte a migliorare la qualità della vita all’interno della nostra casa rendendole “intelligenti” grazie appunto all’installazione di impianti domotici.
Grazie a questi impianti domotici si ha la possibilità di gestire anche a distanza l’automazione degli impianti di casa e quindi sono possibili le seguenti applicazioni:
- controllare e gestire carichi di corrente in relazione al risparmio energetico
- possibilità di gestire l’illuminazione dell’abitazione;
- possibilità di regolare la temperature in qualsiasi stanza;
- controllare gli elettrodomestici come ad esempio la lavatrice programmandola per farla andare in funzione ad un determinato orario;
- possibilità di gestire la diffusione sonora;
- automatizzare l’irrigazione del giardino…
Queste sono solo alcune delle applicazioni possibili e i vantaggi dell’installazione di un impianto domotico sono parecchi come appunto il risparmio sui consumi potendo gestirle in qualsiasi momento da qualsiasi luogo anche se certamente il costo dell’installazione e dell’integrazione di questi impianti di ultima generazione sono molto alti.
Negli ultimi tempi la domotica sta diventando anche più semplice da gestire: il protocollo Matter permette finalmente a dispositivi di marche diverse – luci, prese, termostati, telecamere – di dialogare tra loro senza bisogno di più app separate, mentre gli assistenti vocali basati sull’intelligenza artificiale sono ormai in grado di gestire l’intera casa con un solo comando, imparando pian piano le abitudini di chi la vive.
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Impianto d’allarme
I sistemi di allarme sono fondamentali se desideriamo avere un’elevata protezione della casa, qualsiasi sia la città e la zona in cui viviamo.

Gli impianti d’allarme vengono installati proprio per assicurare la massima tranquillità e serenità sia quando si è presenti in casa sia quando non lo si è.
Gli elementi principali che compongono un impianto di sicurezza sono:
- centralina che permette di rilevare le immagini e i dati e di trasformarli in informazioni;
- rilevatori;
- e sirene.
Per quanto riguarda invece la tipologia di impianto può essere:
- perimetrale che scatta immediatamente appena vengono forzati gli infissi;
- volumetrico; che, grazie a dei sensori molto particolari, permette di rilevare la presenza di persone in casa.
E ancora, un impianto di allarme può essere cablato o senza fili. Nel primo caso, i componenti del sistema di allarme sono tutti collegati tra loro e nel momento in cui viene tagliato un filo, l’allarme scatta. L’impianto di sicurezza senza fili invece collega i dispositivi tramite delle onde elettromagnetiche e funziona anche in assenza di corrente, il ché lo rende più sicuro e i prezzi sono anche vantaggiosi.
Qui di seguito un articolo di approfondimento: Costi impianto allarme
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Impianto a induzione
Sono diverse le ragioni che ormai spingono molta gente a preferire l’impianto ad induzione rispetto a quello a gas.
Ma andiamo con ordine e vediamo prima cos’è un piano a induzione e come funziona.
Il piano a induzione è un tipo particolare di fornello elettrico composta da un piano in vetrocamera sotto il quale si trovano delle bobine alimentate da corrente alternata. Attraverso il principio dell’induzione elettromagnetica è possibile scaldare tramite questo piano le pentole utilizzare per cucinare.
Le principali motivazioni che stanno portando tanti clienti ad installare un impianto ad induzione – oltre al fatto che esteticamente è molto bello, facile da pulire e velocizza molto i processi di cottura perché il calore è concentrato solo in quel punto e non si disperde come succede con i fornelli a gas classici – sono:
- l’aumento dell’autoconsumo dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico;
- l’efficientamento energetico soprattutto se si hanno pompe di calore che come abbiamo detto prima utilizzano energie e non gas;
- la sicurezza: non c’è nessun pericolo di fughe di gas, di scottarsi mentre si cucina;
- e la questione ambientale perché eliminando il gas si riducono notevolmente le emissioni di CO2 e di conseguenza meno è l’impatto sul cambiamento climatico.
Insomma, i vantaggi sono tanti e sono anche importanti…

Detrazioni fiscali
Un aspetto fondamentale da considerare quando si rifanno gli impianti è quello delle agevolazioni fiscali, che oggi rappresentano una leva concreta per ridurre in modo significativo il costo complessivo dei lavori. Tra le principali troviamo il Bonus Casa (Ristrutturazione Edilizia), che consente una detrazione IRPEF del 50% per gli interventi sulla prima casa (e del 36% per le seconde case), calcolata su un tetto massimo di spesa.
Rientrano in questa agevolazione anche il rifacimento degli impianti elettrici e idraulici, in quanto classificati come opere di manutenzione straordinaria. La detrazione viene ripartita in 10 anni e permette quindi di recuperare una parte consistente dell’investimento nel tempo.
Da tenere presente che la detrazione non è più uguale per tutti come un tempo: il tetto massimo di spesa complessivo su cui calcolarla è di 96.000 euro, ma per chi ha un reddito complessivo tra 75.000 e 100.000 euro la detrazione effettiva non può comunque superare i 14.000 euro all’anno, mentre sopra i 100.000 euro il limite scende a 8.000 euro annui. Vale quindi la pena farsi due conti in anticipo, magari con l’aiuto del proprio commercialista, soprattutto se si stanno programmando più interventi nello stesso anno.
A completare il quadro c’è l’IVA agevolata al 10%, applicabile sia alle prestazioni di servizi (manodopera e installazione) sia alla fornitura di beni legati alla ristrutturazione degli impianti, purché inseriti in un intervento edilizio.
Questo significa che, rispetto all’aliquota ordinaria del 22%, si ottiene un risparmio immediato già in fase di fatturazione. In alcuni casi, per specifici beni cosiddetti “significativi”, l’aliquota ridotta si applica solo fino a concorrenza del valore della manodopera, ma resta comunque un vantaggio economico rilevante.
In sintesi, pianificare correttamente gli interventi sugli impianti tenendo conto di queste agevolazioni permette non solo di migliorare sicurezza ed efficienza della casa, ma anche di ottimizzare l’investimento, recuperando negli anni una parte importante della spesa sostenuta.
Pensare ai giusti impianti per la propria casa è una delle prime cose che dovremmo fare quando decidiamo di ristrutturare la nostra abitazione perché è da queste scelte che dipendono il nostro comfort abitativo e le spese da affrontare.
Per questo motivo conviene sempre affidarsi agli esperti del settore nel progetto di ristrutturazione casa e noi di Costo Ristrutturazione Casa saremo in grado di seguirti nel migliore dei modi per realizzare la casa dei tuoi sogni.
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